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November 28 La festa dei mortiVorrei tornare a mente molto fredda sui fatti del 31/10 in quel di Dragonara. Garage di Francesco, per la precisione. Una congiunzione astrale fa si che il compleanno del sopracitato venga festeggiato, come tradizione, il giorno di Halloween, che purtroppo quest'anno capita di Venerdi. Notoriamente Halloween è la festa dei morti viventi e per sdrammatizzare i ragazzini di tutto il mondo si mascherano e si presentano muniti di un sacco o una busta per le case a chiedere "scherzetto o dolcetto?" (anche se questi piccoli bastardi si sono evoluti ed ora chiedono "scherzetto, dolcetto o soldino?"...ma lasciamo perdere). A casa di Francesco invece ci si presenta mascherati da sè stessi con l'intento di chiedere una sola cosa: ALCOL!!! Le maschere si compongono poi pian piano sui volti dei malcapitati sottoforma di rughe, occhi ribaltati e cera bianca.
Quest'anno l'intento è quello di dosare l'assunzione di alcolici e tenere tutto sotto controllo, ma la sfilata di personaggi devoti al Dio Bacco mi fa subito capire che in realtà il mio progetto è una Mission:Impossible e purtroppo io non sono Ethan Hunt. Sono circa le 22 e le bruschette-antipasto tardano ad arrivare così tra un bicchiere di vino e l'altro decido di aiutare il signor Alessio nella preparazione della brace. I mezzi messi a disposizione dal padrone di casa sono sempre all'avanguardia, ricordiamo quest'anno la fornacella familiare Abarth con griglia a doppia presa in acciao Inox, due sacchi di carbone e il lanciafiamme che in mano ad Alessio avrebbe potuto anche mietere delle vittime. Fatto sta che all'arrivare delle bruschette la brace è pronta e in men che non si dica le tenerissime, morbide, bistecche di angus argentino che quasi ti si sciolgono in bocca al solo sguardo sono cotte e dopo circa due minuti sono anche già sparite nei vari stomaci. Ad accompagnare la carne, come al solito rucola, olio, grana e aceto balsamico, roba da far gola anche ad un vegetariano convinto. Nell'aria però aleggia, e non è una novità, come un'ascia che debba ancora scagliarsi su tutti noi, la punizione divina, la goccia che fa traboccare il vaso: sta arrivando Mirko! A questo punto siamo al completo e il boccione da 5 litri di vino va giù, e c'è da dirlo, grazie soprattutto all'intraprendenza personale di Albenga che ne ingurgita a iosa e sprona il resto della ciurma a seguirlo.
In tutto questo caos noto un particolare. No, non sono quelle bottiglie di birra che alcuni, tra cui io e Tony, bevono cercando di sfuggire all'ineluttabile sorte che li attende, ma è Darien, ancora in abiti dell'Auchan e con un insolito occhialino che lo fa più intellettuale del solito, ma anche molto più pericoloso: ebbene si, Dario quella sera aveva deciso che ogni liquido versato nel suo bicchiere, sarebbe poi sceso nel suo esofago tutt'insieme, senza ripensamenti: tutto alla calata.
Mirko non perde troppo tempo e la terza e ultima tornata di bistecche è soprattutto sua, contornata da tanti bei bicchierini di vino. Gli altri si mantengono su dei ritmi standard anche se nell'angolo sinistro il livello è alto e Francesco e Alberto continuano, come macchine da guerra in mezzo ad Al Queida, nella loro lenta ma inesorabile scia di sangue. Sulla destra invece l'ambiente è un po' più lounge e Luca Ciancetta ogni tanto ripesca dal passato qualche nome ormai dimenticato della Samp che fu, al momento mi sovviene Katanec. Le ore passano, il vino nel boccione finisce, così come una decina di birre. In completo accordo decidiamo di non addentrarci nei pericolosi antri del secondo boccione di vino, ma di fare una bella pausa, cacciare il bigliardino e prenderci un bel caffettino. Giordano e Tony in primissima fila si scambiano vari compagni per dar vita ad epice sfide all'ultimo gol. Entra in campo Dario e subito la posta in palio si fa pesante: chi perde, amaro alla calata. Infatti insieme al caffè, un Francesco sempre più allegro estrae dalla "Gran-Resèrve Sprecacenere" una bottiglia di Grappa Ruta, una di ottima Tagliatella e una bottiglia di Limoncello. Sul finire di queste ultime due le condizioni di Albenga sembrano disperate: la faccia è ormai gialla e le pupille puntano in direzioni opposte l'una all'altra; si alza di scatto e tutti fanno un passo indietro quasi intimoriti da quello che potrebbe succedere, ma invece e solo per una passeggiata distensiva, il ragazzo e forte e si riprenderà. Alessio intanto azzanna l'ennesimo pezzo di torta, decantandone ancora oggi, e a ragione, la bontà, mentre Mirko si da al catering tagliando con la propria mano, a mò di karateca con le assi di legno, la torta: è lui, proprio l'ultimo arrivato ad essere il primo ad essere finito. Ormai ridotto ad uno straccio, viene denudato ed usato come lavagnetta: Federica ed altri si divertono ad infierire sul suo corpo con un pericolosissimo pennarello indelebile nero. Mirko è allo stremo ed entrato in bagno spirò.
Tra una partita persa e la mia innata deficienza prendo a cuore il mostro finale: la Ruta, la voglio finita, voglio vedere la pianticella che galleggia all'interno della bottiglia afflosciarsi sul fondo. Per sempre. Alcuni abbandonano, sono quasi le tre e la puzza dal bagno è forte ed acida: i pezzettoni di carne non permettono al vomito di defluire nel lavandino. Mirco viene riaccompagnato a casa da Alessio e Federica, che abbandonano. Ormai la serata è finita e proprio a due cicchetti dalla fine il mio cervello torna in funzione e mi dice: "Se vuoi salvarti, devi andare via. ORA!" I pochi chilometri che mi separano da casa vengono percorsi piano, piano, a passo d'uomo e il letto soffice e il mal di testa epocale del giorno dopo sono, per fortuna, il solo epilogo di questa gioiosa (non per tutti) serata.
SPIN-OFF: Rimane ora da chiarire gli ultimi minuti dei 4 Bravehearth rimasti sul luogo del delitto. ALBENGA, ripresosi, e GIORDANO soddisfano il mio desiderio e alle 4 passate estinguono gli ultimi millilitri di grappa rimasti; DARIEN tornando a casa, dopo essersi fatto un pisolino sul bordo del lavandino inondato dal cugino, decide di lasciarsi andare e dà vita ad un nuovo tipo di vomitare: "Il Darien" (come "Il Cassina" alla sbarra) cioè un vomito repentino, tutto insieme, una calata al contrario con un verso che è già storia il "VRAAAAAAAAAAA" che solo in pochi hanno potuto sentire dal vivo. FRANCESCO, invece è stato avvistato alle 7 del mattino che rimetteva a posto il garage col sole ormai già alto sulla sua testa. Leggenda vuole che, non si sa per quale motivo, il festeggiato, decida di farla tutta proprio in "quel" bagno, il cui odore malsano ormai impregnato nell'aria, ci mette poco e niente a raggiungere il suo stomaco e a smuovere verso l'alto tutto quello che stava andando verso il basso: anche il bidet dovrà essere svuotato. |
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